tu. a 19 mesi e una settimana.

Maggio 18, 2008 by becomingafamily

Come già scrivevo little & I siamo andati qualche giorno a casa dei miei, dove non andavamo da qualche mese, e dove mi sono resa conto di quanto little sia cresciuto.
In un ambiente diverso da quello quotidiano ho avuto la misura di come certe scoperte siano ormai acquisite e di quanto certi passaggi di crescita siano veloci, al punto che a volte mi sfuggono quasi.

E’ sempre lui nella allegria, nella gioia e nei sorrisi, davvero non piange mai né si lamenta né smania, lo so che arriverà anche quel momento ma ancora non è arrivato.
E’ lui nel suo slancio e nella intraprendenza verso gli altri.
E’ lui curioso, divertente, buffo con uno dei suoi centocappeli o col secchiello da spiaggia in testa.
E’ lui dolce, affettuoso con me, col padre, coi nonni, la zia, gli amici, gabi, e tutti i cani e i gatti e gli uccelli che incontra.
E’ sempre lui che mangia di gusto, che dorme insomma ma che alle 6 del mattino è sbracato nel lettone con noi che ronfa beato.
E’ sempre lui che ride e ride ancora quando facciamo le cose che sa che lo fanno ridere, e ancora prima di iniziare, quando capisce che stiamo per farle, lui già ride.
E’ sempre lui così bello quando è insiema al padre, quando dormono insieme, quando giocano, quando se ne vanno per fatti loro, quando si cercano, quando io sarei di troppo.

E’ nuova invece la ricerca di autonomia anche in ambienti che non gli sono familiari, lui prende e se ne va da solo. 
Ma ‘ndo’ vai che c’hai 19 mesi?
Va a vedere, a studiare la situazione, si avvicina a pochi centimetri dalla faccia delle persone se sono nani come lui, oppure se sono più grandi gli si piazza vicino alle gambe e li osserva dal basso verso l’alto, in attesa di cenno, di un segnale che gli faccia capire che aria tira.
E’ nuova la capacità di ricordare molto, anche i dettagli.
E’ nuova la paraculaggine, che si fa sempre più raffinata e noi ci caschiamo con tutte le scarpe.
E’ nuova la rapidità nel capire, cose, situazioni, persone.
E’ nuova - anche se l’avevo intuita da tempo ma non avevo le prove perché non è che prima facesse molte cose - la ragionevolezza. Mo’ lo so che sembra assurdo parlare di ragionevolezza riferita a un bambino di 19 mesi, ma così mi pare, nel senso che si impunta quando ha motivi validi tipo un no immotivato detto solo per distrazione, mentre negli altri casi ascolta e capisce, e se quello che gli si dice è sensato quasi sempre lo recepisce.  
E’ nuovo vederlo ancora più scatenato dei solito, in questi giorni all’aperto. Al parco deve andare a conoscere tutti e intendo tutti i bambini, tutte le mamme, tutti i papà, le nonne, le tate presenti, e deve provare tutti e intendo tutti i giochi che ci sono.
E’ nuovo vederlo giocare da solo a casa, per poco eh, ma ha cominciato a starsene tranquillo anche da solo a fare qualcosa che si è inventato lui e non uno dei giochi che gli propino io, ed è giusto così.
E’ nuovo capirsi con uno sguardo, in caso di dubbio mi guarda e mi chiede con gli occhi, e io solo con gli occhi - miopi - gli rispondo.

E’ nuovo sentirlo chiamare mamma e avere il cuore che mi scoppia.
Non mi ero mica ancora emozionata da quando aveva iniziato a chiamarmi mamma, ormai parecchi mesi fa, ma in questi giorni mi sciolgo quando  si sveglia di notte e mi chiama oppure quando rientra dopo essere uscito col padre, e corre per casa a cercarmi gridando ‘mamma! mamma!’.

Sono qui. 

 

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MEMO

parole
oltre alle ormai note - di nuovo dice: helmet,  hammer forse l’avevo già scritto, palla pronunciata bene, anana[s].

spannolinamento
da qualche settimana, ogni tanto, ha iniziato a provare il vasino.
lo lascio un’oretta senza pannolino, gli ripeto come un mantra ‘vuoi fare la cacca? vuoi fare la pipì?’, lui si mette sopra al vasino e fa.
applauso di rito!
se però non glielo chiedo in continuazione lui non ci pensa, e fa quello che deve fare dove si trova… e poi si fa l’applauso da solo!
la strada sarà lunga…

 

appunti di primavera

Maggio 18, 2008 by becomingafamily

L’influenza effetto domino ci ha colpiti di nuovo tutti e tre, per due settimane siamo andati avanti a brodo, propolis e premute di arance. Little no, lui dopo qualche giorno di febbriciattola e smocciolamento si è ripreso  bene, eravamo noi parents come al solito a trascinarci acciaccati dentro giornate che non finivano mai.

Prima di cedere al virus però siamo riusciti a fare cose, vedere gente… :))

Siamo andati a casa dei miei, little & I, col pretesto di una fiera dei fiori alla quale andavo ogni anno prima della nascita di little, e alla quale quest’anno è venuto anche little.
Si è  entusiasmato per tutto, stand di fiori, area giochi per bambini, pranzo al punto ristoro, animali, compagnia dei nonni, ma dove è andato fuori di testa?
Quando si è messo a correre urlando?
Quale era l’oggetto del desiderio?
IL TOSAERBA! 

Davanti a decine di tosaerba a portata di mano, a pochi metri da lui, ha perso il controllo, ha iniziato a urlare e saltare, tanto che anche il responsabile dell’esposizione, nonostante il divieto di toccare le macchine, ha acconsentito che lo mettessi sopra un mini-trattore spento.
Da quel momento è stato solo un brummmmmm brummmmmmm.

Il giorno dopo siamo andati al mare anche con mia madre, primomare della stagione, anche se little lo avevo vestito da trekking ché sbaglio sempre abbigliamento.
C’eravamo solo noi tre, due bambini col padre e poche persone a passeggiare a riva: il privilegio di una spiaggia a disposizione.

I bambini hanno giocato insieme, il mare di background, il sole, il vento, mia madre che trovava un pescatore e tornava col secchiello pieno di pesce, io che scattavo foto a raffica cercando di fissare quei momenti e quella luce per portarmeli dietro al rientro in città.

 

Sempre prima dell’influenza siamo andati, stavolta con Paul, alla Casa del Jazz.

Era domenica pomeriggio e non c’erano concerti, ma ugualmente anche senza concerti vale la pena andarci perché c’è un grande e bel parco, una caffetteria, un ristorante, ma soprattutto ci sono calma e tranquillità come raramente capita di trovare.
Mentre Paul e little giocavano a calcio sul prato, io parlavo con una ragazza conosciuta lì, mamma di una bambina dell’età di little.
Ascoltavo con interesse quello che mi diceva, guardavo Paul e little correre dietro al pallone, mi riempivo gli occhi anche di questo posto nuovo, di questa domenica serena e verde.
E sono stata sicura.

come sto

Maggio 18, 2008 by becomingafamily

Sto così.
La precarietà da un lato, l’incertezza dell’altro.
//Il resto sfocato.

In forse.
Gli affetti, il lavoro che ora non c’è, la casa, il paese.
//Ma forse niente.

Sto punto e a capo.
//Sono al punto di partenza.

Punto interrogativo.

domenica di maggio

Maggio 12, 2008 by becomingafamily

aprire la porta, 
trovarmi davanti un nanetto che solleva a fatica una pianta di azalee rosse,
scoprirmi intenerita+orgogliosa+incredula+innamorata.

ricordarmi solo la sera che detesto la festa della mamma.

 

naming

Maggio 7, 2008 by becomingafamily

Ecco perché li hanno chiamati DITALONI, fino a oggi mica ci avevo mai pensato.

giochi in casa. a 18 mesi

Maggio 4, 2008 by becomingafamily

Al parco, ai giardini, all’aperto non è un problema perché basta una palla, un mucchio di foglie, un altro bambino, o semplicemente lo spazio per correre e muoversi e il gioco è fatto.

In casa è diverso: che si fa in casa, quando si hanno 18 mesi?

Si corre anche in casa certo, e ci si arrampica, e si esplora ogni angolo raggiungibile, poi si segue la mamma o il papà e si prova a fare quello che fanno loro.
Oltre a questo, in che modo un bambino di un anno e mezzo può impegnare le ore al chiuso?
Per buona parte del tempo little si ingegna e si inventa qualcosa da solo, ad esempio trova un oggetto nuovo e ne prova l’utilizzo oppure sperimenta utilizzi alternativi per oggetti a lui noti.
Vorrei però anche io proporgli dei giochi e delle attività perché va bene che sviluppi l’intraprendenza, va bene che abbia dei suoi spazi di autonomia, va bene anche che si misuri con la noia e con la frustrazione, purché riceva anche degli stimoli che assecondino le sue naturali esigenze di crescita e di scoperta.

Non penso a attività didattiche, non mi interessa adesso e non credo mi interesserà per i prossimi anni insegnargli qualcosa, non ho alcuna smania di vederlo riconoscere le lettere o contare, addirittura pur essendo la nostra una famiglia bilingue non mi pongo come obiettivo quello di insegnargliele entrambe, perché temo fortemente il trend secondo cui nei bambini bisogna già intravedere adulti di successo, se imparerà anche l’inglese bene, se non lo farà bene lo stesso.

In little quindi vedo il bambino che è, non l’adulto che diventerà, e quando mi interrogo sulle cose da fare parto da qui: che cosa posso proporgli di interessante e stimolante, perché questo suo tempo preziosissimo non venga solo riempito, ma sia vissuto con partecipazione e coinvolgimento?

Su questo sto riflettendo, leggendo, e confrontandomi, ma non trovo molto, anche perché quasi tutte le attività sono pensate per bambini più grandi, dai 3 anni in su: ma fino a 3 anni mica può solo correre e smontare giochi!
Per ora quindi ho solo poche idee, qualche spunto di riflessione e nemmeno un punto fermo: da qui parto. 

Ecco cosa facciamo adesso, in casa, nel nostro tempo dedicato.
Spero prossimamente di ampliare questo elenco.

01. Scarabocchiare
Con i pennarelli [i suoi preferiti e anche quelli che macchiano meglio mani e vestiti!] o i colori a cera o i colori a olio, qualsiasi cosa insomma con cui colorare e scarabocchiare.
Ho comprato dei grandi fogli che stendo per terra, ci sediamo sopra e scarabocchiamo, così.

Oltre ai fogli, come base per i suoi scarabocchi little usa anche una parete che è diventate sua da quando, mesi fa, ne ha preso possesso un giorno in cui avevo lasciato un pennarello incustodito.
Dopo veloce consultazione, con paul abbiamo deciso di lasciargliela  e da allora scarabocchia anche su quella e incredibilmente, solo su quella, sa cioè che lì può colorare e sulle altre pareti no.

 

02. Plastilina
Del didò casalingo avevo già parlato qui e qui.
Adesso lo usa anche con il set da spiaggia, oppure con le formine taglia biscotti o con le ciotole e i cucchiai per prepararci improbabili pasti.

03. Collage
Questa è una new entry, abbiamo iniziato a fare collage da poco, all’inizio mi divertivo solo io perché lui doveva attaccare i pezzi di carta e non poteva toccare la colla, da quando invece anche lui può maneggiare lo stick di colla si diverte di più.
Per la cronaca, la colla ha provato a leccarla solo la prima volta, non era di suo gradimento e non ci ha più provato.

04. Costruzioni
Un evergreen, che però non so per quale motivo, little usa solo in verticale.
Non vuole proprio saperne di incastrare pezzi uno accanto all’altro, per lui i blocchetti vanno impilati, uno sopra all’altro, in equilibrio precario.

05. Giochi simbolici
Sono tra i suoi preferiti.
Facciamo finta di.
Prepara il pranzo per tutti i suoi pupazzi e poi li imbocca di… niente! A volte prima di avvicinare il cucchiaio vuoto alla bocca del pupazzo ci soffia sopra, perché il niente può essere bollente!
Oppure quando i pupazzi hanno sonno ecco che le scatole si trasformano in tanti letti e i calzini diventano cuscini.
Io me ne sto in un angolo e assisto meravigliata all’incredibile spettacolo di fantasia che little mi offre. 

Sempre in tema di giochi simbolici, i travestimenti trovano ampio spazio nelle sue giornate.
Da sempre little ha una passione per i cappelli, ogni volta che lo guardo ha un cappello diverso in testa e con la fantasia trasforma i cappelli in caschi per andare in moto, oppure li indossa al contrario per simulare lunghi capelli, a volte si mette in testa anche le scatole che lasciamo in giro oppure i bavaglini, per arricchire la sua collezione.
Dai nostri armadi poi prende un maglione, che poggiato sulle sue spalle diventa un lungo mantello, e così gira contento per casa, a raccontare chissà quale storia.

Ho pensato di fargli una cesta dei travestimenti, nella quale mettere appunto vestiti e stoffe, ma ho deciso che per ora va bene così, senza cesta, è più divertente travestirsi con una giacca trovata per caso su una sedia…

06. Percorsi
Questo nella foto l’ho fatto io, che sono negata per questo genere di cose, e infatti è un tunnel molto basic, i percorsi che costruiscono paul e mia sorella monica sono molto più articolati e prevedono l’utilizzo di più sedie, teli, cuscini, scatoloni, eventualmente anche il tavolo.
Quando ci sono solo io in casa, little si deve accontentare.

07. Accoppia calzini
Questa è una delle attività montessory style da fare in casa con oggetti di uso comune: accoppiare i calzini. Per giocare utilizzo i calzini di little che sono più colorati e riconoscibili di quelli del padre o dei miei.
Sulle attività montessori sto leggendo un altro libro, in questo caso poca teoria e molte indicazioni pratiche… a presto gli aggiornamenti.

 

08. Cucinare un dolce
Little partecipa a tutte le attività di vita domestica: gli piace pulire, in ogni declinazione, gli piace seguire tutti i cicli del bucato e mandare in loop la lavatrice,la sera mi aiuta a preparare la cena spolverando le verdure.
Queste però  sono tutte attività ordinarie, che facciamo sempre.

Una cosa che facciamo solo una volta a settimana, più o meno, è preparare un dolce oppure il pane.
Little ha la sua ciotola nella quale metto un po’ di impasto, che lui mescola, mescola, nel caso di paste lievitate le impasta con forza, imitando tutti i miei movimenti.
Mi è sempre piaciuto cucinare con lui, perché entrano in gioco tanti fattori: colori, profumi, sapori, consistenze, forme e anche temperature diverse.
Gli ingredienti che si trasformano e prendono altra forma da quella che avevano all’inizio, e diventano qualcosa di altro e di nuovo. 

Purtroppo in questo caso non ho foto, di solito sono troppo sporca di farina per toccare la macchina fotografica.

09. Trova il colore [diventato  trova l'oggetto]
Ho provato a proporgli di cercare insieme oggetti dello stesso colore nella sua stanza, nella foto il blu, però non funziona ancora perché non conosce i colori, ci riproveremo tra qualche mese o forse tra qualche anno, a seconda di quando distinguerà i colori.

Allora ho semplificato il gioco a una ricerca di oggetti uguali, o simili.
Dissemino per la casa piatti di carta, oppure bavaglini sporchi, o scatole, o scarpe [questo manco a dirlo è il suo preferito!], gliene mostro un paio perché capisca l’oggetto della ricerca,  e lui va in giro a cercarli e recuperarli > se ne ha voglia e se è stanco di distruggere casa, of course :)

10. Apri e chiudi, apri e chiudi, apri e chiudi…
Il biberon è mio jolly, me lo gioco sempre nei momenti critici: se devo andare in bagno, se devo fare una telefonata di lavoro, se devo scrivere una mail ’seria’, allungo un biberon a little e lui ci sta DA SOLO un sacco di tempo [anche una ventina di minuti, un'eternità!]: il contenitore, la base, il beccuccio, le manigliette, smonta e rimonta, smonta e rimonta e poi ancora.

Volendo esagerare, tiro fuori l’artiglieria pesante: due/tre biberon, contenitori vari con i coperchi, bottiglie con tappi grandi che non possono essere ingeriti e metto tutto in una scatola, così ritrova i vari componenti… e little se ne sta buono buono e concentrato a mettere insieme tutti i pezzi.

11. Le percussioni

L’idea l’ho presa dal libro The Creative Family, dove l’autrice  propone di appendere tutti gli oggetti all’aperto, ma vivendo noi in un appartamento l’ho riadattato in una versione indoor.

Prendo alcuni oggetti che producono suoni e rumori diversi: pentole, coperchi da poggiare su una base, libri, ciotole, scatoloni, e quello  che trovo e ho disposizione di volta in volta, e dispongo tutto per terra, meglio su un tappeto così non si spostano.
Le bacchette possono essere due cucchiai di legno, di plastica, di alluminio, o ancora due bastoncini, o qualsiasi cosa che battuta faccia rumore. 
E il concerto inizia.

—————————– TO BE CONTINUED —————————

*** DIMENTICAVO: IDEE E ESPERIENZE DI GIOCHI IN CASA SONO BENVENUTE!! !****

panico

Maggio 2, 2008 by becomingafamily

Tre giorni fa little stava soffocando con un pezzetto di mela.

Gli avevo tagliato una mela a fettine con il pelapatate, e col senno di poi mi rendo conto di aver fatto una grande stronzata perché una fetta così velata è molto difficile da masticare.
Lui camminava con questa fettina in mano tra il bagno, dove il padre si stava lavando i denti, e la camera da letto dove io mi stavo vestendo: altra stronzata perché quando mangia deve essere sempre a portata di sguardo, così facciamo sempre, per questo motivo rompo le palle a tutti e invece quel giorno l’ho lasciato girare per casa con la sua fettina di mela, perché così noi potevamo finire di prepararci per uscire.

Mentre mi allacciavo lo scarponcino si è avvicinato a me, io ho alzato lo sguardo distrattamente e l’ho visto con la bocca spalancata e le mani che si toccavano la gola.
Per una frazione di secondo ho pensato che dovesse vomitare, poi ho realizzato che non respirava.
Panico. Cazzo.
Credo di averlo immediatamente afferrato per i piedi o per i polpacci e di averlo messo a testa in giù, mentre con forza gli battevo la schiena. Poi l’ho tirato su, il suo viso davanti al mio, ancora la sua bocca spalancata in un respiro strozzato.
Panico. Cazzo. Cazzo. Cazzo.
Credo di avergli dato ancora botte sulla schiena e di averlo rigirato ancora a testa in giù, non respirava.
Panico.
PAUL!!! HE’S NOT BREATHING!!!!
E’ subito arrivato Paul, con lo spazzolino da denti in mano, non capiva cosa stesse succedendo e io non potevo perdere nemmeno un secondo a spiegare.
Prendo little da dietro, una sequenza di movimenti che ricordava la manovra di Heimlich ma non so nemmeno io cosa ho fatto, dove ho spinto, cosa ho colpito.
Lo guardo. Mi guarda, la bocca spalancata si muove.
Respira, respira, dai respira.
E scoppia a piangere in un pianto disperato.

La decisione di smettere di fumare potrebbe farmi guadagnare, quanto?
Un anno, due, cinque anni di vita?
Li ho persi tutti in quella manciata di secondi.